Evasione fiscale: la madre del debito pubblico

Domenica 15 febbraio 2009, di Redazione - Debito pubblico

Completamente dimenticati dai media, esistono alcuni studi che non sarebbero senza conseguenze se ampiamente divulgati. Fra questi ve n’è uno che mette in evidenza il sorprendente legame fra evasione fiscale   e debito pubblico   in Italia.

L’entità dell’evasione fiscale   è, per definizione, assai difficile da stimare. Si tratta infatti di quantificare un fenomeno che per sua natura tende ha nascondersi, a rendersi invisibile. E’ a questa caratteristica di fondo che si deve l’invenzione di numerosi e diversificati metodi di stima.

La stima dell’evasione fiscale  

Ma cosa si intende con «evasione fiscale  »? Vi sono diverse definizioni in letteratura, ma quella generalmente più diffusa considera «tutti i metodi illegali di ridurre o eliminare» l’imposizione. Si sottolinea il termine illegale poiché vi sono anche metodi legali di raggiungere lo stesso fine, sfruttando i più o meno inevitabili vuoti lasciati dalla legislazione in vigore (leggere Le origini del debito pubblico italiano). Si parla in questo caso di elusione fiscale. Entrambe le definizioni fanno riferimento ad attività legittime escludendo, contrariamente ad altre, l’imposizione sui redditi generati da attività illegittime.

L’Italia un paese «normale»?

Se esistono diversi metodi di stima dell’evasione (verifiche di un campione di contribuenti, quello basato sulla contabilità nazionale elaborata dall’ISTAT), quello di gran lunga più usato è il metodo monetario. L’idea di fondo è che le transazioni nascoste al fisco vengono quasi sempre effettuate in contanti. Basta quindi confrontare la quantità di moneta in circolazione (dato conosciuto dal sistema bancario) con il reddito nazionale o con i consumi calcolati dall’ISTAT. La discrepanza costituisce una stima delle transazioni nascoste, quindi dell’evasione fiscale  .

Indipendentemente dal metodo utilizzato l’Italia compare sempre in alto alla classifica europea.

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Fonti (anno 2000):

Per quanto riguarda la relazione fra debito ed evasione uno studio di Alberto Alesina e Mauro Marè arriva a delle conclusioni sconcertanti: se gli italiani avessero evaso tanto quanto gli americani dal 1970 al 1992, il debito pubblico   non avrebbe appena superato l’80% del PIL  , mentre se nello stesso periodo gli italiani si fossero comportati come gli inglesi, l’Italia avrebbe addirittura rispettato il parametro del 60% nel rapporto fra debito e PIL   stabilito dal trattato di Maastricht!

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Fonte: La finanza pubblica italiana dopo la svolta del 1992, Andrea Monorchio

E c’è di più: lo studio non modifica infatti la spesa per interessi e continua a considerare la spesa del vero debito anche nel calcolo del debito corretto dalla minore evasione fiscale   [1]. Il vero debito epurato dall’effetto dell’evasione è quindi ancora più ridotto.

Dati da tenere presente quando ministri di destra e di sinistra fanno portare il peso dei miseri interventi sociali al debito pubblico  ...

Note

[1] L’evasione fiscale raddoppia il debito, Il Corriere della Sera, 25 giugno 1994

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